Una Casa a Bellegra. Nuovi modi di abitare la campagna
committente: Nicola De Risi (dopo 40 anni di Segreteria IN/ARCH, ha voluto festeggiare il suo pensionamento promuovendo il Concorso) Progettista: Sergio Bianchi Collaboratori: Elisabetta Straffi, Paola Porretta, Marco Lorio, Tommaso Fersini, Pietro Fiorentini, Caterina Finocchi, Enrico Bianchi Calcolo delle strutture: Antonio Michetti, Francesco Redi Direttore dei lavori: Sergio Bianchi Per la realizzazione si segnalano fra gli altri: la Ditta Greco Lavorazioni Metalliche per le strutture in acciaio la Ditta MP Costruzioni Edili di Massimo Pepe per le opere murarie. Percorso da Roma: Autostrada A2 “Roma-Napoli” - Uscita “Colleferro” Seguire indicazioni “Olevano Bellegra” - Località “Majuro Le Cese” Fotografie e Sito Web: Antonino Cardillo Bellegra, in provincia di Roma, poco più di 3000 abitanti, 815 metri s.l.m., circa 60 km. dalla capitale. Le targhe d’ingresso al paese portano la dicitura “Città dei panorami”, e in effetti la vista gira tutt’intorno a 360°. I dintorni. Olevano Romano ed i paesi vicini – Bellegra dista meno di 4 km. – hanno una storia culturale di non trascurabile interesse. Fin dall’inizio dell’Ottocento vi hanno abitato artisti nord-europei, soprattutto tedeschi; in fuga dalle loro civiltà e dalle distese pianure ordinate e diligentemente coltivate, hanno ritratto di quel territorio anfratti, dirupi, cespugli, scorci di vedute: piccolo è bello; se ne trovano significative testimonianze in alcune importanti pinacoteche europee. Tuttora hanno sede in zona due Accademie tedesche per soggiorni di borsisti e artisti. “Una casa a Bellegra – Nuovi modi di abitare la campagna” è il titolo di un Concorso internazionale di progettazione bandito dall’IN/ARCH Istituto Nazionale di Architettura con il patrocinio del Comune di Bellegra e dell’Accademia di Francia in Roma. Si voleva porre in gara la soluzione di un problema attuale: dove non c’è più agricoltura, come si abita la campagna? E cosa offre la campagna? Il vincitore del Concorso è stato Sergio Bianchi, giovane architetto romano. Il progetto. Quali e quante erano le qualità del luogo su cui progettare? Splendide e tante: una nuda roccia, con un crepaccio nel quale si raccoglie acqua piovana, una posizione alta con panorama a tutto campo, un versante in ripido declivio con di fronte una parete verde di fitta vegetazione. Il progetto di Sergio Bianchi gira intorno alla nuda roccia con una passerella per guardarla alle spalle e dall’alto; valorizza lo specchio d’acqua facendone una piccola fontana; dove il suolo scende con maggiore declivio, lo asseconda creando una serie di terrazzamenti degradanti, destinati, per esempio, a colture specializzate, eventualmente anche ad una piscina; esalta la posizione panoramica del suolo, elevando l’edificio su una struttura metallica leggera, quasi trasparente, perché se ne goda la vista per ogni dove; utilizza la pietra del posto per rivestimento. La natura viene così rispettata mentre se ne esprimono tutte le potenzialità. La casa possiede struttura antisismica e sistema costruttivo integrato in acciaio e cemento armato. Le audaci coperture aggettanti che ne caratterizzano il linguaggio schermano anche l’irraggiamento solare sulle generose terrazze e le ampie superfici vetrate. Climatizzazione estate-inverno, impianto di fitodepurazione, predisposizione all’impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica e a pannelli solari per la produzione di acqua calda. Ogni comfort, insomma, per lunghi soggiorni o addirittura per una sede stabile. Grazie alle possibilità di comunicazione offerte dal mondo moderno – Internet, fax, TV satellitare – si possono godere gli agi della città e la gioia di una full immersion nella natura. Residenza d’elezione per artisti, studiosi, scrittori, musicisti.